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[…] Nel laboratorio (elettronico) di Putignano c'è sempre posto per il cuore, le macchine creano sfumature di colori: mente e cuore viaggiano insieme. Fare e riflessione sul fare, fare con la tecnica guidata dalla mente, una mente che appartiene interamente all'uomo, nella sua intensa totalità. Al pari del pharmakon greco, che può essere veleno mortale o medicina, la tecnica può distruggere l'inventiva e mettere in secondo piano l'affettività, oppure può essere potenziamento sia dell'immaginazione che delle pulsioni, tutto sta nel come viene utilizzata, e questo come deve sciogliersi in un uso calibrato che la relaziona alla cultura e all'uomo, con i suoi sogni e bisogni.

Renzo Cresti (musicologo)

estratto dal volume: L'arte innocente, Rugginenti, Milano 2004

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Mesdames, Messieurs

Je souhaite par ces quelques lignes attirer votre attention sur la personnalité de Biagio Putignano ; un compositeur du sud de l’Italie que j’ai le plaisir de connaître depuis le milieu des années quatre-vingtdix. Outre le fait que Biagio Putignano soit une personnalité attachante, il faut signaler qu’il fait preuve d’une grande détermination dans sa vie de musicien. Créateur inventif et prolixe, il place son art à la lisière des sciences sans que la dimension poétique de sa musique s’en trouve diminuée. En lisant son catalogue on voit qu’il a abordé pratiquemment toutes les formes musicales du solo instrumental à l’opus pour grand orchestre sans oublier ses oeuvres vocales ou électroacoustiques. Homme du présent par sa grande culture et sa connaissance des oeuvres musicales du passé, il est aussi et surtout tourné vers l’avenir, entraîné par une curiosité insatiable qui l’emporte toujours vers d’autres “pays fertiles” à la rencontre de nouvelles expériences artistiques.

Dominique Lemaître (compositore)

 

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[…] La musica sacra di Biagio Putignano persegue lo scopo della trasmutazione: rendere ogni materiale sonoro una metafora della liberazione spirituale dal tempo. Una simile liturgia umana viene ottenuta impregnando la musica di riflessi acquei, luminescenze di fuoco, liquidità aeree e densità terrestri. Putignano sa bene che per ascendere nelle vertigini dove tempo e spazio sono consonanza occorre, prima, scendere nel tempo, prigione di ogni individuo. Ne consegue una musica che trova la propria dialettica nella scissione tra memoria e destino: suggestione dei sensi che si fa simbolo dell’eternità. In questa musica ogni evento è specchio di qualcosa che avviene altrove, e trova la sua eco nelle derive progressive di un ritmo e di un’armonia che vengono tanto più saldamente affermati quanto più sono soggetti alle intermittenze del cuore.

Alessandro Zignani (musicologo)

Estratto da ANGELI SULLA PUNTA DI UNO SPILLO booklet del CD DESIDERIUM ANIMAE

 

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[…] Ma è la mimesi interiore l’arma più essenziale della musica, in quanto i suoni instaurano una relazione di attrazione/contrasto tra le forme della psiche, come avevano intuito i teorici della musica nella Grecia antica e ancora nel Medioevo, cercando in qualche modo di classificarne gli effetti. Impiegata con consapevolezza espressiva e senza negazionismi intellettuali l’imitazione musicale occupa un ruolo centrale nell’opera di Biagio Putignano.[…]

Sergio Ernesto Mainoldi (musicologo)

Estratto da GLI ORIZZONTI MIMETICI DI BIAGIO PUTIGNANO booklet del CD ALMUCANTARAT

 

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[…] Comme Putignano le souligne, l’acte créateur ne se limite pas à une parfaite dextérité ou à une pure recherche de plaisir. Au contraire, il devient un symbole complexe de recherche ontologique, d’essence de l’être. Opposé à la tendance postmoderne anti-intellectuelle des années 1980 et 1990 (qui favorise l’impromptu dans la production artistique), Putignano – en tant que compositeur – décrit son modus operandi en le rapprochant de celui d’autres artistes du XXe siècle. Le compositeur grec Iannis Xenakis (1922-2001), par exemple, réévalue, lui aussi, la position de l’acte créateur, conçu désormais comme une synthèse de multiples théories, comme une réflexion à la fois rationnelle et pratique. Avec une parfaite honnêteté intellectuelle, Putignano explique à ses lecteurs les recherches préliminaires déterminant la technique de l’« artefice », de celui qui, littéralement, produit l’art (du latin ars facere ) (p. 16). Le compositeur italien applique à la création musicale une approche ontologique : il cherche, dans un premier temps, à façonner l’essence du son, au cours d’un processus d’étude où « l’intuition devient pensée ». Ensuite, Putignano s’emploie à concevoir la musique, « Progettare la musica » (pp. 11-35), comme le font les autres artistes, dans des domaines aussi variés que la poésie, l’architecture ou la peinture. À ce stade de son exposé, Putignano cite le physicien allemand Gerd Binning (°1947) : « l’acte créateur prend la forme d’une pyramide mentale qui se base sur la logique et permet le développement de la connaissance dans une dynamique qui théoriquement n’a pas de frontières » (p. 22). Putignano juge indispensable de se référer à la philosophie, des penseurs grecs à nos jours, et mentionne régulièrement des artistes comme Calvin (1923-1985), Kandinsky (1886-1944), Le Corbusier (1887-1965), Renzo Piano (°1937) et Luciano Berio (1925-2005). L’auteur de La musica intorno souligne ainsi le caractère synesthésique et interdisciplinaire de l’acte créatif, fondé sur une fusion sensorielle de la perception.

Giusy Caruso (musicologa, pianista)

Estratto da Cahiers internationaux de symbolisme, Université de Mons. Nos 143-144-145 (2016)

 

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[…] l’opera LA SECONDA ATTESA DI EURIDICE è notevole, ed io ammiro la tua perizia e musicalità nel rapporto voce-pianoforte che è veramente perfetto. Debbo aggiungere che ogni pezzo sembra sempre compiere un passo in una nuova direzione,  e questo mi sembra una cosa veramente apprezzabile perché non ci si contenta di raggiungere un punto in cui poi ci si ferma. Naturalmente occorrerebbe prima leggere anche il testo, ma la situazione è così espressiva che nel suo complesso mi sembra si capisca da sé. […]

Giovanni Piana (filosofo)  

 

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[…] Un aspecto común en todas las composiciones que comprende este CD es la utilización del comentario como elemento estructurador de los pensamientos del compositor. Esta opción formal le permite componer de una manera más libre. Una forma cerrada acota las posibilidades de recreación e innovación que le son necesarias en la constante búsqueda de innovación e investigación compositiva. El comentario permite adaptar las ideas del creador de una manera flexible a los diferentes puntos de partida y  además deja espacio a su inventiva, como puede observarse por los diferentes resultados que obtiene en las seis composiciones presentadas.

La habilidad técnica de este compositor en plena madurez estilística juega un papel importante en el tratamiento temporal. La quietud y lentitud junto a estados de aceleración, inestabilidad y ausencias de sonidos se conjugan con naturalidad, como resultado de un amplio concepto temporal que deja actuar al flujo propio del compositor y también permite participar a otras corrientes temporales que acontecen en las acciones que nos rodean. La escucha desde este ángulo es un ejercicio de reflexión que ofrece su trabajo. […]

Rosa Díaz Mayo (musicologa)

https://www.docenotas.com/85540/cinque-commentari-for-piano-nuvole-elettriche-de-biagio-putignano/

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[…]According to the scientific, philosophical and artistic beliefs of the composer Biagio Putignano, the determining notions in  music would be Space and Time. Operating within these categories, the composer puts at the centre of his work a developing process of musical patterns where the sound is considered as "transmission in time of various forms of energy" (Biagio Putignano). These reflections are the basis of LIKE THIN LIGHT (2009) for oboe d'amore, oboe, English horn (1 player) and piano, a composition that represents a type of ideal cosmic journey into resonant space of the starry sky with a movement that crosses all parameters, including deep within the sacred sound of Time thus creating a feeling of infinity.. […]

 

Natalia Ganul (musicologa presso Accademia di Stato di Minsk - Belarus)

estratto dal booklet Un intreccio di Tempo e Spazio

traduzione dal russo di Olga Krukovskaia

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[…]Per Biagio Putignano, autore di “Cattedrali di Silenzio”, oratorio per voce recitante, soprano, flauti a becco, liuto rinascimentale, tiorba, viella, viola da gamba e organo, su testi di P. David Maria Turoldo (commissione dell’Associazione Ars Organi di Lecce ) il silenzio è la sostanza di cui si alimenta il suo immaginario sonoro; la sua cifra poetica. In musica, il silenzio, espresso dalla pausa, è comunemente inteso come assenza di  suono. Secondo il pensiero dell’autore, il Silenzio, come il Suono, non è semplicemente una nozione musicale, ma anche, e soprattutto, una dimensione dello spazio fisico e teologico: “Mai di te sapremo:/ o Suono / o Silenzio / o Parola / che tu sia  (...)”- “Quando solo a nominarti/ - a pensarti solo- / a davvero pensarti / si arrestano gli astri / e di silenzio / si fasciano le montagne - non altro nella notte che il puro / tenuissimo ansito del mare / ti contiene, o la gemma / Di un suono nella foresta / o anche e più ancora / lo smisurato silenzio delle origini”. Silenzio, dunque, quale confine tra Dio e l’Uomo, ma anche quale estrema rarefazione del suono. […]

Caterina Calderoni, (compositrice)

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[…] I Cinque Commentari (2002/2004) per pianoforte di Biagio Putignano rappresentano un tentativo di esegesi creativa, dove decisiva è l'aggiunta, l'invenzione (e la re-invenzione), l'ampliamento della trama. Per questa ragione Renzo Cresti riferendosi ai Commentari parla   di una   moderna   riproposizione dell'antica prassi   della tropatura.

Il termine latino commentus significa anche invenzione. I cinque pezzi commentati da Putignano costituiscono infatti soltanto il punto di partenza del processo poietico; il fomite dell'immaginazione musicale e dell'artigianato furioso del compositore, che fanno proliferare dal di dentro i materiali di base, il più delle volte in maniera lussureggiante. […]

Leopoldo Siano (musicologo)

Estratto dal CD Cinque Commentari

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[…] Technically, Putignano himself notes correctly that his music’s constant and prominent quality is its “temporal suspension”, the “constant work at the edge of silence”. As to the former, one must distinguish: this is not a Cage-like absolute suspension where every eventi s chronologically interchangeable and the succession of events may be changed without substantially changing the form and sense – since, to the contrary, in Putignano there are figural processes that rendere time equally a process. But these are not processes tending towards a goal or an apex so as to render time strongly dynamic, linearly progressive. They are, rather, processes from a point of departure, or many equivalent points of departure, in circumscribed zones, so that the material or materials simply mutate, are trasformed (Basso 2004, 235-37), neither negating nor emphasizing temporal irreversibility Putignano learned the technique of diagrammatic writing which supports the initially visual analogical imagination of musical events from Sciarrinian teaching. But, since in the Cartesian space of diagrams he traces the mutations of an exquisitely temporal sense, not even on the basis of this ideational procedure can one think that his suspension of time terminates in an aboslute spatialit[…]

Stefano Lombardi Vallauri (musicologo)

Estratto da: Form, figure, and the experience of time in seven southern composers of the 1950s- 60s, in «Interdisciplinary Studies in Musicology», 12, Theme Issue: Italian Music in the XXth Century Culture, a cura di Maciej Jabłoński,

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[…]Erstaunliche Leistungen

Die Instrumentalwerke hingegen zeigten deutlich die intensive Beschäftigung mit der experimentellen, avantgardistischen Kompositionstechnik. Die Kirchensonate für zwei Violinen, Orgel und Cello über dem Choral „Rosa rorans bonitatem“ ist radikal auf der Klangsuche, bietet aber immer noch dem konzentrierten Zuhörer genug Struktur zur Mitverfolgung an. Im Dialog steht die Orgel in aufgeregten, fast peitschenden Auf- und Abwärtsbewegungen mit den Streichern, die in breiten, später kurzen, engen Harmoniefolgen antworten. Erstaunlich schon hier, zu welchen enormen Leistungen die Instrumentalklassen der Hochschule auch außerhalb der Tasteninstrumente in der Lage sind. Auch Zeno und Severin Schmid machten mit Ihrer packenden Interpretation von „Atlante dell’Immaginazione“ für Violine und Klavier den Eindruck, als wäre neue Musik ihr täglich Brot. Zur Aufführung der „Messa di Ratisbona“ stellten sich dann vier, gemischt besetzte Chöre in die Ecken des Konzertsaals auf, aus der Mitte – in der Tradition der römischen Mehrchörigkeit - von Steven Heelein dirigiert. Beginnend mit einem „Laudate Dominum“ entsteht über die folgenden Ordinariumsteile der lateinischen Messe ein großer, beeindruckender Klangrausch mit weitgehend einstimmigen, den gregorianischen Choral zitierenden Linien, die zeitversetzt beginnen und wieder zueinanderfinden. Die größte Herausforderung liegt dabei im exakten Miteinander zwischen den weit auseinanderstehenden Sängergruppen und der Koordination mit dem schwer beschäftigen Organisten. Eine Messvertonung, die im Kirchenraum sich sicher noch mehr entfaltet und zur vollen Blüte gelangt. […]

Andreas Meixner, MZ

www.mittelbayerische.de 02/02/15 10:15

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[…] Con l'elettronica musicale la generazione dei giovani compositori intorno alla trentina o poco più ha un rapporto pressocchè obbligato: essa è entrata a far parte della palette timbrica a disposizione del musicista contemporaneo, funzionando anche come grimaldello per forzare i linguaggi codificati o per aprire nuovi passaggi sonori. Ma è una possibilità -ormai accettata- fra le altre, certo non esclusiva o cogente. Infatti Biagio Putignano, insegnante di Composizione al conservatorio di Bari e autre in ascesa, ha con la musica delle macchine un rapporto laico e possibilista, affascinato ma non succube..." […]

 

Fabrizio Versienti (critico musicale)

estratto dal volume: Passaggio a Sud-Est, Gius. Laterza, Bari 2002

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[…] "le ultime opere si distinguono per una personale ricerca sul suono, che appare sempre più distillato in figurazioni sfuggenti e imponderabili; non a caso è frequente in Putignano il ricorso ai temi dell'aria, dell'etere, del cosmo." […]

Luigi Verdi (compositorre, musicologo)

estratto dal volume: L'arte innocente, Rugginenti, Milano 2004

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[…] " Il cesello dei contrappunti con una meticolosità quasi ligetiana, la gestione millimetrica dello spazio, il suo scandire il tempo sempre e comunque in 3/8. /.../ Una scrittura di ritmi per privilegiare una scrittura di durate” […]

Fiorella Sassanelli (giornalista, musicologa)

estratto dal volume: L'arte innocente, Rugginenti, Milano 2004

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[…] "Putignano è tra i pochi compositori italiani a potersi permettere di praticare il contrappunto, ripensandolo e forgiandolo secondo le propri istanze estetiche. /.../ Putignano ha concentrato la sua ricerca sul suono. /.../ Il suo metodo compositivo consiste nel dislocare masse sonore nel tempo" […]

Paola Ciarlantini (compositrice, musicologa)

estratto dal volume: L'arte innocente, Rugginenti, Milano 2004

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[…] Le atmosfere rarefatte, in cui il concetto di tempo viene costantemente posto in discussione, la raffinata indagine timbrica, l’innovazione lucidissima delle tecniche di articolazione, sono tutte caratteristiche sostenute da una solida riflessione filosofica. Quello di Putignano è un percorso semantico dove le teorie musicali più avanzate si incrociano con la matematica, la fisica, la filosofia, la psicologia, la poesia, le discipline orientali. Particolare attenzione il compositore ha dedicato negli ultimi tempi al concetto di vuoto e di silenzio, luogo e istante in cui lo spazio e il tempo perdono i loro confini a favore dell’epifania del suono nella sua purezza vibrante di senso ed energia…»[…]

Paolo Truzzi (poeta)

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[…] "Putignano /.../ adotta la lezione di S. Sciarrino e O. messiaen, distinguendosi per la libertà timbrico-formale e per lìaspetto gestuale e spaziale."  […]

Fiorenza Leucci (musicologa)

estratto dal volume: Dizionario dei compositori del '900, A.Vallardi, Milano 1999

 

 

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[…] "PARVENZE /.../ imposta dialetticamente il problema del rapporto tra tradizione e innovazione, tra la materia tonale e discorso atonale. Si parte infatti da una "cellula" estremamente semplice che, scomposta e ricomposta nei suoi elementi, riesce a far smarrire la sostanza del disegno armonico tradizionale. Inoltre, la configurazione ritmica è tale da spostarci su sentieri lontani, in una prospettiva svincolata da residui e obblichi tonali. Lo stravolgimento e la sospensione del tempo, infine, lasciano trasparire l'idea portante della visione estetica di Putignano: quella cioè che mira a realizzare la completa effusione delle facoltà sensitive nella sfera della contemplazione edonistica del suono"  […]

 

Matteo Summa (musicologo)

 

estratto da BIAGIO PUTIGNANO LP Eterfon, Napoli 1991

 


 
Dissertazione sulla forma IV

Biagio Putignano: "Dissertazioni sulla forma musicale". Parte IV.

Seminario tenuto presso la Domus Academy di Milano nel gennaio 2009, in occasione di Poesia Chiama Musica - Artexperience 2009.